Pasolini, il buon senso e il Dharma

Analizziamo questa splendida frase di Pasolini:intervista-Pasolini

“Io vorrei soltanto vivere, pur essendo poeta,
perché la vita si esprime anche solo con se stessa.
Vorrei esprimermi con gli esempi.
Gettare il mio corpo nella lotta”

La parte che ci interessa è “soltanto vivere… perché la vita si esprime anche solo con se stessa”.

Questo è il classico esempio di quanto non sia “cosa” distante il buddhismo, ma è qualcosa di molto molto vicino a tutti, anche a noi occidentali.

Questo estratto di fatto è porsi come scopo il Nirvana “vorrei soltanto vivere”. Perché nella vita non c’è uno scopo, o meglio, lo scopo è semplicemente vivere: “la vita si esprime anche solo con se stessa”.

Come raggiungere lo scopo? Lo dice sempre Pasolini:
“Vorrei esprimermi con gli esempi”.
In questa frase è esposta la tecnica delle meditazioni di consapevolezza come vipassana, shikantaza o zazen, mindfuness.
“esprimermi con gli esempi” significa compiere un passaggio dall’intelligenza discorsiva (e in casi fastidiosi, ruminante) a una forma di intelligenza esperienziale.

L’ultimo frammento, “Gettare il mio corpo nella lotta”, difficilmente si può estrapolare dal contesto e la visione politica del poeta. Tuttavia, con un doppio salto mortale, potremmo chiederci di quale lotta stia parlando e codificare (forse troppo liberamente) in “gettare il mio corpo nella vita”. E torniamo sia alla tecnica sia al fine della meditazione, che sono ben tradotti dal “just sitting” della tradizione zen.

Ora voi direte: sì, va bene, ma è un confronto che si può fare con qualsiasi frase sensata.
E noi risponderemo, esatto: Perché il buddhismo è solamente una forma di buon senso applicato alla vita, all’etica, al rapporto con sé gli altri e l’ambiente… con in più un metodo di applicazione pratico.

Il buddhismo è proprio qui vicino a noi, qui e ora.