Retta Visione e idee irrazionali

Albert Ellis, psicoterapeuta e fondatore della Rational Emotional Behavioural Therapy

Albert Ellis, psicoterapeuta e fondatore della Rational Emotional Behavioural Therapy

Secondo la tradizione filosofica buddhista, Retta Visone e Retta Intenzione sono i due aspetti dell’Ottuplice Sentiero che  riguardano direttamente la coltivazione della saggezza.
Si tratta ovviamente di un argomento molto vasto e difficile: semplificando a rischio di diventare semplicistici, una persona saggia è qualcuno che sa come vanno le cose, ha una chiara comprensione di cos’è vero e cosa invece porta fuori strada, e ha ben compreso quali sono i valori e gli obiettivi a cui dedicarsi nella vita. Essere saggi è una faccenda pratica. Solo esercitandosi ad una costante discriminazione si può raggiungerla.

Ovviamente l’obiettivo della saggezza, e della felicità che sembra promettere, non è un patrimonio esclusivo della filosofia del Dharma. In occidente i greci, per primi, la considerarono un valore da perseguire attraverso la filosofia, e anche nelle tradizioni abramitiche (ebraismo, islam, e cristianesimo) essa ha una grande importanza, anche se – e questa è una differenza fondamentale – la saggezza per queste religioni è un dono della divinità, non qualcosa che possiamo ottenere con uno sforzo personale.

Per tutti, tuttavia, la saggezza ha a che fare con il correggere i nostri pensieri distorti, e raggiungere una conoscenza più chiara della realtà così com’è.
Diciamo subito che non stiamo parlando di indagare la natura dell’universo: per questo abbiamo un ottimo strumento, la scienza sperimentale, che produce ottimi risultati. Intendiamo piuttosto la conoscenza di una realtà più direttamente umana, esistenziale, che riguarda la nostra condizione di esseri finiti e consapevoli. Non a caso per le diverse tradizioni, la saggezza ha a che fare con il “cuore” .

Si tratta quindi di una conoscenza che oggi potremmo chiamare “psicologica”.

Così, per attualizzare questo tema, abbiamo pensato che possa essere utile proporvi un elenco di idee che è poco “saggio” coltivare, secondo uno dei più grandi psicoterapeuti del XX secolo, Albert Ellis.

Ellis attribuisce la causa della nostra sofferenza mentale (qui potremmo dire della “nevrosi”) alle nostre distorsioni nell’interpretare i fatti della vita. Pertanto correggere queste idee “irrazionali”, equivale a guarire dalla nevrosi stessa. Le proponiamo qui diseguito come utili spunti di osservazione e riflessione sui tanti modi con cui possiamo sviarci.  A guardar bene, troveremo qualcosa che ci riguarda più da vicino.

Ve le riportiamo con una breve spiegazione dello stesso Ellis, in inglese e in italiano. Più sotto riportiamo il link da cui sono tratte.

(1) The idea that it is a dire necessity for adults to be loved by significant others for almost everything they do — instead of their concentrating on their own self-respect, on winning approval for practical purposes, and on loving rather than on being loved.
L’idea che che  per un adulto sia una necessità urgente essere amato da altri significativi per quasi tutto quello che fa – invece di concentrarsi sul proprio amor proprio, sul guadagnarsi l’approvazione per motivi pratici, e sull’amare piuttosto che essere amati.
(2) The idea that certain acts are awful or wicked, and that people who perform such acts should be severely damned — instead of the idea that certain acts are self-defeating or antisocial, and that people who perform such acts are behaving stupidly, ignorantly, or neurotically, and would be better helped to change. People’s poor behaviors do not make them rotten individuals.
L’idea che alcuni atti siano terribili o malvagi, e che le persone che li compiono dovrebbero essere severamente puniti – invece che l’idea che alcuni atti siano controproducenti o antisociali, e che le persone che li compiono si stiano comportando stupidamente, ignorantemente, o nevroticamente, e si dovrebbe piuttosto aiutarli a cambiare. Il comportamento misero di alcune persone non le rende individui irrimediabilmente deviati.
(3) The idea that it is horrible when things are not the way we like them to be — instead of the idea that it is too bad, that we would better try to change or control bad conditions so that they become more satisfactory, and, if that is not possible, we had better temporarily accept and gracefully lump their existence.
L’idea che sia orribile quando le cose non vanno come vorremmo che andassero – invece dell’idea che sia un peccato, che dovremmo piuttosto cambiare o controllare le condizioni avverse in modo che diventino più soddisfacenti, e, se questo non è possibile, che dovremmo accettarle almeno temporaneamente e sopportarli con grazia.
(4) The idea that human misery is invariably externally caused and is forced on us by outside people and events — instead of the idea that neurosis is largely caused by the view that we take of unfortunate conditions.
L’idea che la miseria umana  ha invariabilmente cause esterne e ci è imposta da eventi e persone esterne – invece dell’idea che la nevrosi sia in larga parte causata dal punto di vista che abbiamo incontrato condizioni sfortunate.
(5) The idea that if something is or may be dangerous or fearsome we should be terribly upset and endlessly obsess about it — instead of the idea that one would better frankly face it and render it non-dangerous and, when that is not possible, accept the inevitable.
L’idea che se qualcosa è o può essere pericolosa o paurosa dovremmo esserne terribilmente preoccupati ed ossessionati senza fine – invece dell’idea che sia meglio affrontarle con coraggio e renderle non più pericolose e, quando non sia possibile, accettare l’inevitabile.
(6) The idea that it is easier to avoid than to face life difficulties and self-responsibilities — instead of the idea that the so-called easy way is usually much harder in the long run.
L’idea che sia più semplice evitare piuttosto che affrontare le difficoltà  e le responsabilità della vita – invece dell’idea che le cosiddette strade facili sono più difficili  con l’andare de tempo.
(7) The idea that we absolutely need something other or stronger or greater than ourselves on which to rely — instead of the idea that it is better to take the risks of thinking and acting less dependently.
L’idea che abbiamo assolutamente bisogno di qualcuno più forte o grande di noi stessi
su cui fare affidamento – invece dell’idea che è preferibile prendersi il rischio di pensare
e agire con meno dipendenza.

(8) The idea that we should be thoroughly competent, intelligent, and achieving in all possible respects — instead of the idea that we would better do rather than always need to do well and accept ourselves as a quite imperfect creature, who has general human limitations and specific fallibilities.
L’idea che dovremmo essere completamente competenti, intelligenti e efficienti sotto ogni possibile aspetto – invece dell’idea che faremmo meglio a fare bene piuttosto che avere bisogno di fare bene e accettare noi stessi come creature piuttosto imperfette, che hanno le limitazioni della generale condizione umana e specifiche fallibilità.
(9) The idea that because something once strongly affected our life, it should indefinitely affect it — instead of the idea that we can learn from our past experiences but not be overly-attached to or prejudiced by them.
L’idea che  poiché qualcosa un tempo ha profondamente influenzato la nostra vita, dovrebbe influenzarla indefinitamente – invece  dell’idea che possiamo imparare  dalle nostre passate esperienze non non rimanere condizionati o impastoiati da loro.
(10) The idea that we must have certain and perfect control over things — instead of the idea that the world is full of probability and chance and that we can still enjoy life despite this.
L’idea che dobbiamo avere un controllo certo e perfetto sulle cose -invece dell’idea che il mondo sia pieno di casi e probabilità e che, nonostante questo,  possiamo comunque goderci la vita.
(11) The idea that human happiness can be achieved by inertia and inaction — instead of the idea that we tend to be happiest when we are vitally absorbed in creative pursuits, or when we are devoting ourselves to people or projects outside ourselves.
L’idea che la felicità umana  possa essere ottenuta con l’inazione e l’inerzia – invece  dell’idea che noi tendiamo a essere felici al massimo grado quando siamo assorbiti in compiti creativi o quando ci dedichiamo a persone o progetti fuori di noi.
(12) The idea that we have virtually no control over our emotions and that we cannot help feeling disturbed about things — instead of the idea that we have real control over our destructive emotions if we choose to work at changing the masturbatory hypotheses which we often employ to create them.
L’idea che noi non abbiamo praticamente alcun controllo sulle nostre emozioni e che non possiamo smettere di sentirci disturbati dalle cose – invece dell’idea che  abbiamo un controllo reale sulle nostre emozioni distruttive se scegliamo di lavorare per cambiare le ipotesi onanistiche che spesso usiamo per crearle.

(tratto da http://www.rebt.ws/albert_ellis_the_essence_of_rebt.htm)

Non ci resta che augurarvi buona pratica!

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