Vipassana e gli stati mentali

statiMentLa Vipassana e… quanto sono sottili gli Stati Mentali?

In una lezione universitaria di tanti anni fa Corrado Pensa paragonò gli stati mentali a degli occhiali da sole, che di fatto non modificano completamente l’essenza di ciò che vediamo ma ne alterano sensibilmente alcuni aspetti.

La meditazione vipassana è utile a prendere coscienza di questo filtro, che ci sono gli occhiali da sole. Magari non riusciamo a comprendere in che cosa consista esattamente questo filtro, ma in qualche modo possiamo avere dei primi indizi, perché guardando in profondità le cose così come sono, iniziamo a notare delle discrepanze, dei dettagli che rimettono in gioco alcune nostre posizioni.

È bene notare la relazione indissolubile tra oggetto mentale e stato mentale, perché gli stimoli materiali e mentali con il loro carico di informazione riverberano dentro di noi influendo sullo stato mentale.

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Vipassana, la foglia e la rugiada

rugiadaStefano e Massimo ringraziano/ringraziamo le persone che hanno condiviso l’esperienza dell’intensivo di sabato mattina.

Molti spunti interessanti. Gli intensivi servono a questo, e sono spesso una piccola sfida di resistenza, ma quando poi si arriva ai saluti finali, la fatica non si sente e riandando indietro per esaminare quel che si è fatto e quel che è accaduto, le resistenze proprio nei confronti della meditazione, il modo come ognuno le affronta, se le risolve o meno, rappresentano sempre un test per scoprire, ogni volta, quanto sia faticoso ricercare e/o mettersi di fronte alla nostra natura e alla natura di tutti i fenomeni.

Un piccolo e banale insight, durante l’intensivo, una piccola intuizione. Sempre contemplando in alternanza l’oggetto meditativo scelto e l’ottimo oggetto che invece sceglieva me, nel suo sgradevole e interessante aspetto: contratture dorsali.

Mi è parsa l’immagine della foglia e della perla di rugiada, la nostra mente e l’esperienza, o meglio più che esperienza in generale, il peso e la consistenza dell’oggetto meditativo scelto o spontaneo.

La nostra mente, come foglia-pianta va coltivata, costantemente. E l’oggetto meditativo che nel suo peso sembra insostenibile su una piccola foglia, non è altro che un elemento liquido. Il più delle volte è acqua, cioè il principale nutrimento della foglia. Continue Reading →

Vipassana e il quotidiano – piacevole, spiacevole e neutro

Vipassana e il quotidiano Al Centro, molti ci chiedono come portare nella vita di tutti i giorni, o in famiglia – come figlio o genitore – i frutti delle sedute formali di meditazione.
Meglio di noi lo ha spiegato Thich Nhat Hanh nel suo prezioso libro “Il miracolo della presenza mentale“.
Tuttavia, nel tempo la vipassana formale influenza la vita di tutti i giorni, direttamente e limitatamente per i meditanti alle prime armi, meno limitatamente per meditanti esperti; ma indirettamente già da subito inizia a modificare lentamente e senza invasività il nostro punto di vista. Ogni tanto ci stupiamo della nostra minore reattività ai piccoli fastidi e piccoli squarci di consapevolezza nella giornata.

La vipassana si applica tradizionalmente a 4 aree della persona: il corpo, le sensazioni, lo stato della mente, e i prodotti della mente.
Come il mio amico e collega Stefano suggerisce, per noi occidentali è meglio chiamare le sensazioni “valutazioni”, perché nella tradizione buddhista le sensazioni sono tre forme valutative dell’esperienza: piacevole, spiacevole e neutro. Continue Reading →