L’inizio e la fine del mondo

In AN 4.45, una divinità splendente, Rohitassa, si reca dal Buddha per porgli una domanda. Questo essere privilegiato, dotato di mezzi e di lunga vita, chiede al Buddha se viaggiando sia possibile conoscere o raggiungere gli estremi confini del mondo dove (e questo è il punto fondamentale) non vi siano nascita, vecchiaia, morte e cambiamento. Il Buddha gli risponde che non è possibile. Continue Reading →

Vipassana, piccola storia

achan chan vipassana

achan chan vipassana

Vipassana‘ può essere tradotto come “insight” (intuizione) o “conoscenza superiore”.
In questa forma insight è una parte centrale – e anche il culmine o apice – dell’insegnamento originale del Buddha.
Buddha parla soprattutto di comprensione delle tre caratteristiche universali (dette anche 3 segni o 3 caratteristiche dell’esistenza)
1) “anicca” = impermanenza, mutevolezza, instabilità;
2) “dukkha” = stato insoddisfacente delle cose, imperfezione, la responsabilità per la sofferenza;
3) “anatta” = Non-sé, l’assenza di nucleo duraturo e fisso in un essere (di solito assunto come ‘anima’).
Insight (o vipassana) può essere inteso come “vedere chiaramente come le cose realmente sono” – molto più chiaramente e profondamente della normale esperienza umana. Continue Reading →

Vipassana, Samatha e il Dvedhavitakkasutta

vipassana

vipassana

Al Centro Meditazione Roma, ieri sera dopo la pratica di samatha e vipassana sulle sei porte sensoriali, abbiamo letto alcuni passi del Dvedhaivitakka Sutta (Il discorso sui due generi di pensiero) MN 19.

Passi scelti che chiarivano alcune domande dei praticanti del corso di meditazione. Qui il link del sutta: http://www.canonepali.net/mn/mn_19.htm

La lettura è stata tratta dal volume 1 de La rivelazione del Buddha, di Raniero Gnoli; I testi antichi, di Claudio Cicuzza e Francesco Sferra. Continue Reading →