Vipassana, la foglia e la rugiada

rugiadaStefano e Massimo ringraziano/ringraziamo le persone che hanno condiviso l’esperienza dell’intensivo di sabato mattina.

Molti spunti interessanti. Gli intensivi servono a questo, e sono spesso una piccola sfida di resistenza, ma quando poi si arriva ai saluti finali, la fatica non si sente e riandando indietro per esaminare quel che si è fatto e quel che è accaduto, le resistenze proprio nei confronti della meditazione, il modo come ognuno le affronta, se le risolve o meno, rappresentano sempre un test per scoprire, ogni volta, quanto sia faticoso ricercare e/o mettersi di fronte alla nostra natura e alla natura di tutti i fenomeni.

Un piccolo e banale insight, durante l’intensivo, una piccola intuizione. Sempre contemplando in alternanza l’oggetto meditativo scelto e l’ottimo oggetto che invece sceglieva me, nel suo sgradevole e interessante aspetto: contratture dorsali.

Mi è parsa l’immagine della foglia e della perla di rugiada, la nostra mente e l’esperienza, o meglio più che esperienza in generale, il peso e la consistenza dell’oggetto meditativo scelto o spontaneo.

La nostra mente, come foglia-pianta va coltivata, costantemente. E l’oggetto meditativo che nel suo peso sembra insostenibile su una piccola foglia, non è altro che un elemento liquido. Il più delle volte è acqua, cioè il principale nutrimento della foglia.

Nella sua fragilità, la foglia semplicemente si flette per accompagnare la perla d’acqua verso l’apice, che è il punto anche di maggiore incurvatura, la punta estrema nell’estrema flessione.
La foglia si inarca, sempre di più, il peso della rugiada sembra prendere il sopravvento, ma la foglia sta. Resta.
Non si “piega” ma “accompagna”, non “sopporta” ma “partecipa”.

E nel momento di massima flessione, la foglia lascia la rugiada per tornare nella sua posizione come se niente fosse successo, e la rugiada precipita in fondo.
Ma qualcosa è successo, quella goccia prima così pesante, nella terra diventerà sostentamento di quella piccola e fragile foglia. E un giorno, forse, avrà partecipato al sostentamento di un forte e rigoglioso albero.

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